Fondatore di Wesabe: un nome a dominio non assicura un mercato

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Marc Hedlund, co-fondatore di Wesabe, un sito per la finanza personale che competeva con Mint.com, racconta il proprio fallimento sul mercato quando Intuit ha acquisito Mint.com per $170 milioni. Hedlund ha elencato i motivi per i quali, secondo lui, Mint.com ha vinto la competizione, spiegando perchè non è d’accordo con chi ritiene la vittoria del concorrente dovuta da un miglior nome a dominio.

Hedlund scrive:

Il CEO di Mint ama dire quanto il nostro nome a dominio fosse ridicolo rispetto al loro, ma io credo che l’esempio di Amazon, Yahoo, eBay, Google, e numerosi altri dimostri quanto anche i nomi ridicoli (come tutti questi, pensati per quando le compagnie sono state lanciate) possano avere successo. Io sono d’accordo con l’idea che si possa creare un’esperienza di brand a partire da un nome. Amazon è un ottimo esempio. Ma Wesabe non ha avuto lo stesso destino. Se qualcuno vi avesse detto di andare su “wesabe punto com”, probabilmente non avreste avuto idea di come scriverlo esattamente cercando Wasabi.com, come il condimento per il sushi. Se qualcuno vi avesse detto di andare su “mint punto com”, probabilmente lo avreste fatto più facilmente e lo stesso vale con “amazon punto com”. Il nome a dominio non necessariamente deve avere a che fare con il prodotto, ma deve essere semplice da dire e scrivere.

Il problema dello spelling, soprattutto negli Stati Uniti e nei paesi anglofoni, è assolutamente da tenere presente nella scelta di un nome a dominio. Un nome a dominio dallo spelling incerto potrebbe essere controproduttivo a brevissimo termine e, come scrive Hedlung: un noma a dominio non assicura un mercato, ma certamente aiuta.

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