Per l’Onu, internet è un diritto di tutti

Chi lotta da sempre per affermare che internet è non solo uno strumento di libertà, ma soprattutto un diritto di tutti, ha adesso un nuovo alleato: l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Il rapporto stilato dall’Onu in materia di web e diritti civili è molto chiaro e netto in materia, eccone un passaggio: “le restrizioni all’uso di internet costituiscono una violazione di diritti umani fondamentali, anche perché internet facilita la piena realizzazione di altri diritti come quello all’educazione, alla partecipazione alla vita culturale e sociale e alla libertà di espressione, oltre a promuovere lo sviluppo della società nel suo insieme”.

Il tutto suona come un avviso non solo ai regimi totalitari, ma anche a quelle democrazie occidentali, Gran Bretagna e Francia, che per tutelare il copyright attuano politiche che limitano l’accesso ad internet.  Sottolineando poi che l’accesso al web dovrebbe essere “una priorità per tutti gli stati”, l’Onu ha fatto tornare alla mente le rivolte che ci sono state pochi mesi fa in Nord Africa e Medio Oriente, posti nei quali per fermare i moti di protesta che si diffondevano via internet si bloccava l’accesso alla rete.

Per quanto ci riguarda, l’Italia non può certo essere presa come esempio: secondo l’Unione Europea, soltanto il 59% delle famiglie italiane ha una connessione ad internet di cui l’83% è a banda larga, leggermente al di sotto della media UE che è dell’87%.