Coursera, i nuovi corsi online in Usa

Gli atenei di Berkley e Stanford in California stanno lavorando ormai alacremente ad un progetto davvero innovativo.

E quando a farlo sono due Atenei tradizionalmente rivali allora vuole quasi certamente dire che il progetto vale la pena d’essere affrontato ed approfondito.

Si tratta di Coursera, che vede protagonisti oltre alle due prestigiose Università della California, partner di tutto rispetto, come l’Università del Michigan e l’Università della Pennsylvania, al lavoro insieme per progetti di imprenditoria sociale, ovvero corsi online gratuiti, progetti no profit.

Un passo importante, in direzione del rinnovamento e dell’innovazione in senso ampio, perché mirata a coinvolgere a tutti gli effetti gli studenti d’oltreoceano nonostante siano in ballo Università i cui Master costano anche 60.000 euro l’anno. I corsi in formato digitale riguardano tutte le discipline e permetteranno a Studenti Cinesi o Indiani di seguire e partecipare attivamente alle  lezioni come accade già con il MIT di Boston.

Progetti ambiziosi, che hanno attirato l’attenzione anche del Presidente Obama certo che “l’insegnamento online diventerà permanente, e non farà che migliorare”: un grande cambiamento ed un salto di qualità importante destinato probabilmente a rivoluzionare in modo definitivo anche e non solo il mondo della formazione, attivo da tempo in rete ma ancora per certi versi distante da progetti o iniziative di ogni tipo. L’idea di conquistare il mercato cinese ed indiano apre dunque lo scenario ad un nuovo modo di concepire l’Università, nonostante non manchino le critiche e le obiezioni. Prima tra tutte quella del New York Times, per voce e mano di David Brooks :

“L’ Università online impoverisce quel rapporto umano e quell’esperienza comunitaria che è alla base dell’apprendimento? Sarà il trionfo delle materie tecniche ed economiche, e il tramonto definitivo degli studi umanistici? Avremo generazioni di studenti incapaci di immergersi in letture profonde, allenati solo a scorrere rapidamente Internet? Emergeranno pochi professori-star, celebrità che venderanno i loro corsi a milioni di studenti emarginando il resto del corpo docente? Quanto si perde nell’interazione tra prof e studente se non c’è lo scambio di sguardi, il tono della voce, la gestualità in un’aula fisica?”.

A questa legittima critica, le Università della California rispondono sostenendo fermamente l’importanza della rete come strumento che possa far crescere  la popolazione studentesca oltre che come metodo democratico di informazione ed accesso alle notizie oltre ai vantaggi che derivano dalla possibilità di utilizzare le tecnologie in modo equilibrato e se vogliamo personalizzato, dal momento che ciascuno può partecipare alle lezioni nei tempi e nelle modalità che preferisce. Altra risposta forse più concreta alle critiche è che gli studenti che seguono corsi online risultano promossi all’84 %, mentre per le classi tradizionali la promozione è al 50%.

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