Pirati sì, ma non troppo

American Assembly ha messo a punto un sondaggio condotto telefonicamente, basato sulle collezioni di musica degli utenti.

Nell’ intento di indagare per capirne la provenienza è stato rilevato che coloro che scaricano musica attraverso i tanti servizi di file-sharing sono anche grandi acquirenti.

Non solo musica scaricata, ma anche acquistata in modo regolare: collezioni di cd, alcuni anche rari, ma pur sempre testimonianza dell’interesse e della passione per la musica.

A quanto pare è il  37% in più degli altri la percentuale con cui gli utenti “pirati” acquistano musica.  Un  dato interessante, che la dice lunga sulle abitudini degli utenti, ma fa luce su un aspetto che a volte le case discografiche sottovalutano ovvero il fatto che il file sharing è solo una parte della pirateria.

E’ abitudine degli utenti infatti non solo scaricare musica in modo illegale, ma passarla ad altri, facendo delle copie da passare di mano in mano. Per questo in realtà di American Assembly scoperchia una verità scomoda quanto concreta: non c’è solo l’abitudine a scaricare musica, c’è l’abitudine a passarla ad altri. E questo non deve far sembrare gli utenti che scaricano musica pirati irresponsabili, dal momento che come indica il sondaggio sono anche molto appassionati.

Un tema dicevamo scomodo eppure sempre molto sentito, quello della musica distribuita in rete, che ancora una volta ci fa riflettere sull’ importanza di una migliore regolamentazione del mercato discografico e della distribuzione di musica online, non sempre vista di buon occhio dalle case discografiche e spesso oggetto di accesi dibattiti tra gli appassionati. Forse non tutti si aspettavano quest’interesse da parte di coloro che scaricano illegalmente file verso la musica da acquistare eppure è un aspetto concreto e se non altro sottolinea,  ribadendola, l’importanza del tema.

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