Le elezioni in Usa, i commenti e Google (che non poteva mancare)

Le elezioni Usa 2012 appena concluse con la ri-elezione di Barack Obama hanno riempito e stanno riempiendo le pagine di ogni giornale, quotidiano, magazine online. E’ come è giusto che sia l’argomento del giorno, ma già da più giorni in rete e non solo è tutto un commentare, dichiarare, sostenere questo o quel candidato.

Ci sono stati attori e cantanti protagonisti di appassionati discorsi per sostenere l’uno o l’altro candidato, discorsi ed interventi più o meno brevi in sostegno di uno dei candidati alle Presidenziali.

In questi giorni però c’è stata anche un’altra voce, un po’ forse fuori dal coro e proprio per questo significativa. E’ quella del co-fondatore di Google, Sergey Brin, che ha dichiarato proprio ieri, alla viglia del voto Americano:

“Lo confesso, le elezioni di oggi mi terrorizzano. Non a causa di chi potrebbe vincere o perdere. Non perché in quanto californiano, il mio voto conterà 1/3 di un cittadino dell’Alaska (in realtà non conterà per niente – non sono in uno swing state). Non perché il mio voto per il Senato conterà 1/50 di un cittadino dell’Alaska. Ma perché al di là del risultato, il nostro governo sarà sempre un ricettacolo di partigianeria. È buffo, in quanto ogni volta che incontro i nostri rappresentanti eletti, essi sono regolarmente persone riflessive e ben intenzionate. Ma il 90% dei loro sforzi sembra concentrato su come darci dentro con l’altro schieramento. Quindi la mia preghiera ai vincitori – chiunque essi siano: per favore lasciate i vostri rispettivi schieramenti e governate in modo indipendente nel nome e nello spirito. È forse il più grande contributo che possiate dare alla nazione.”

Uno dei rari casi (forse c’è solo un precedente) in cui qualcuno in Google si espone in modo così netto non tanto nei confronti di un candidato e/o dell’elettorato, ma andando oltre e chiedendo un atteggiamento al futuro vincitore di indipendenza, al di là degli schieramenti politici. Un modo per criticare l’approccio della politica verso la Silicon Valley ed in generale verso le aziende high tech. Cosa succederà adesso che una delle aziende più importanti ed influenti al mondo si è esposta così tanto? Cambieranno alcune norme in favore della Silicon Valley o tutto resterà come prima?

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