Rdio e la concorrenza a Spotify è già pronta

rdioSpotify è una realtà ormai consolidata nel panorama dei portali di musica da ascoltare e condividere, in un contesto sempre più caratterizzato dalla volontà di condivisione degli utenti che sempre più utilizzano la rete per ascoltare, condividere e scaricare musica.

Quello che forse ad alcuni suonerà strano (si perdoni il gioco di parole) è che Spotify se pure nato da pochi anni ed esploso di recente in un crescendo di successi, vanta già una possibile e più che mai agguerrita concorrenza.

Lasciando per un attimo da parte Google Play Music, oggi ci soffermiamo su Rdio, nuova piattaforma di streaming musicale a disposizione degli utenti con oltre 18 milioni brani. Non solo: nel corso della presentazione il CEO Drew Larner ha annunciato l’apertura del servizio in altri paesi del mondo, tra questi Messico, Irlanda, Austria. In Italia gli utenti potranno utilizzare il sito per un periodo di prova di sei mesi, alla scadenza dei quali gli utenti di Rdio potranno scegliere due modalità di sottoscrizione premium, al prezzo mensile di 4,99 euro per lo streaming illimitato via web o 9,99 euro con la possibilità di scaricare musica sui dispositivi mobile.

La piattaforma, nata circa tre anni fa e cresciuta nel corso degli ultimi due anni, si presenta al grande pubblico con una grafica colorata ed accattivante, in cui si vedono subito le intenzioni e le caratteristiche del servizio. Altro aspetto accattivante è la versione mobile, con le applicazioni iOS, con la funzione d’ascolto social per la condivisione di playlist personalizzate su Facebook o Twitter.

Aspetti molto interessanti, che premiano ancora una volta la musica online come nuovo fattore su cui investire in modo ovviamente appropriato e non senza introiti. Su questo stanno probabilmente riflettendo anche le grandi major discografiche, sempre più costrette in un mercato in crisi, che non possono più prescindere dalla presenza della musica in Rete, da tempo ormai al centro dell’attenzione. Al di là quindi di Rdio, quello che sarà interessante vedere è il modo in cui la musica verrà gestita online e come questa verrà affrontata dalle case discografiche presenti sul mercato.

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