P2p.com – il caso di scuola per la protezione dal furto di nome a dominio

Aggiornamento sul caso p2p.com di cui vi abbiamo parlato ieri. Oggi il blog tecnologico dello Houston Chronicle riprende la notizia, parlando con il titolare legittimo del dominio, Marc Ostrofsky di IREIT. Il dominio p2p.com, pagato 160 mila dollari nel 2005, è già costato una somma equivalente per le spese legali necessarie a rientrare in possesso del nome, ora in mano ad un acquirente ignaro di aver comperato il nome da un ladro. Il problema è che la legislazione corrente tutela il nome a dominio nel caso di cybersquatting, ossia in tutti i casi in cui ci sia concorrenza sleale o appropriazione indebita di marchi registrati altrui, mentre non è tutelato chiaramente il caso del semplice furto. Il caso è complicato dalle competenze di stati diversi, trattandosi di un reato interstato: in Florida sarebbe stato impossibile far partire una causa contro il ladro, e così la palla sarebbe arrivata nello stato di New Jersey con ritardi molto forti.

Il furto di nome a dominio sarebbe dovuto anche a colpa di GoDaddy, almeno così dice Ostrofsky, che denuncia scarsa diligenza del registrar nel lasciar trasferire il nome a dominio dopo la vendita su eBay. GoDaddy comunque non è ancora parte in causa, e rifiuta gli addebiti. Vi terremo aggiornati sulla vicenda.

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