Corte USA stabilisce che la registrazione di dominio “anonima” è reato

privacy Molti utenti utilizzano servizi che consentono la registrazione “privata” di nomi a dominio, permettendo quindi che l’identità rimanga anonima durante la registrazione.

Esistono svariati motivi per decidere di farlo: evitare lo spam o la diffusione dei propri dati personali.

Una recente causa legale per spam, la corte d’appello del corte del Nono Circuito ha definito l’utilizzo di questi servizi come “falsificazione materiale” di informazioni:

La registrazione privata è un servizio che permette la registrazione di un nome a dominio mantenendo però l’identità del registrante nascosta e non raggiungibile dal mandato di comparizione. […] Stando al letterale significato dei termini principali discussi sopra, la registrazione privata allo scopo di occultare l’identità del registrante costituirebbe “falsificazione materiale”. I difensori affermano che chi registra i domini in tal modo senza intento “criminale” sarebbe comunque soggetto ad investigazione per violazione del paragrafo 1037, almeno fino a quando l’intento può essere determinato, permettendo così alle autorità di violare la privacy richiesta.

Mentre lo spam si costituisce effettivamente come crimine, in quanto richiede sia falsificazione materiale che intento di generare un danno, la situazione per ciò he riguarda le registrazioni private apre la via a diversi interrogativi dal punto di vista legale.

La corte sembrerebbe ammettere che ciò causi problemi, ma il lavoro della corte non è quello di risolvere questo tipo di problemi, ma di interpretare la legge. Cosa ne pensano invece gli utenti?

Via | Tech Dirt
Foto | Flickr

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