PC infetto, falso allarme?

La notizia nel week end ha fatto il giro del web e tormentato i più appassionati di Pc e nuove tecnologie in genere. Stando a quanto dichiarato chiunque si fosse cimentato nella ricerca di siti più o meno noti, ma senza dubbio molto amati siano questi Facebook o Apple, sarebbe stato non solo “allontanato” ma non ci sarebbe più stata possibilità di accedere, il tutto a seguito di un intervento mirato dell’FBI, in azione per conto del tribunale di New York. Un virus? Un attacco hacker in piena regola? La voce della rete sembrava propendere per un mix di entrambe le ipotesi, per cui da più parti si sono rincorse varie voci: si tratta di un malware, che si impossessa di un PC o di un tablet ed entra in azione ogni volta che si tenta un collegamento alla rete, agendo direttamente sul Dns, ovvero ciò che ci permette di [...]

2012-07-09T13:37:57+00:00 09/luglio/2012 |Social Network|

Quasi libero: l'ICANN e la Dichiarazione di Impegno con il Dipartimento di Commercio USA

Un articolo redatto da Michael Froomkin, tratto dal Journal of Telecommunications and High Technology Law, esamina gli effetti legali e politici della "Dichiarazione di Impegno" tra il Dipartimento di Commercio degli Stati Uniti e l'ICANN, organo fondamentale per la gestione del mondo dei nomi a dominio e di Internet al giorno d'oggi. L'accordo si prefigge di riformulare il rapporto pubblico-privato nel cuore della gestione del DNS. Secondo Froomkin, il Dipartimento di Commercio si è arreso al controllo formale e legale sull'ICANN, ma detiene ancora diversi poteri meno visibili. In cambio di ciò, l'ICANN ha promesso di rimanere localizzato in territorio statunitense, quindi soggetto alla giurisdizione locale. ICANN si è anche impegnata in un lungo giro di esercizi di responsabilità, anche se non è chiaro se siano assegnati per meriti o in quale altre forma, ma ha anche potuto amplicare il ruolo del proprio Government Advisory Committee, un comitato di rappresentanti [...]

2011-01-24T13:39:17+00:00 24/gennaio/2011 |Infrastruttura di Internet|

Wikileaks ha finalmente cambiato DNS

A distanza di un paio di settimane da quando il provider DNS ha "staccato la spina" a WikiLeaks.org, qualcuno dell'organizzazione ha finalmente provveduto a loggarsi nell'account del registrar e cambiare il DNS. Nonostante tutto il polverone suscitato, tutto ciò che l'organizzazione di WikiLeaks doveva fare era loggarsi nell'account Dynadot e cambiare i propri nameservers verso un altro DNS o servizio di hosting. In ogni caso, da questo momento visitando il nome a dominio WikiLeaks.org veniamo reindirizzati verso il sito mirror WikiLeaks.info.

2010-12-15T12:09:56+00:00 15/dicembre/2010 |Nomi a dominio|

WikiLeaks.org: nome a dominio "chiuso" dal DNS

WikiLeaks.org è stato "ucciso" da una filiale dei Dynamic Network Services, EveryDNS.net. Il provider DNS ha notificato a WikiLeaks.org via email e Twitter che avrebbero posto fine al servizio di nome a dominio entro 24 ore. EveryDNS ha fornito servizi DNS a WikiLeaks.org fino alle ore 10PM di ieri, 2 Dicembre 2010. Nello specifico, il servizio è stato terminato per violazione della clausola secondo la quale "i membri non interferiranno con l'utilizzo del servizio di altri membri o l'utilizzo di servizi simili da parte di altre entità." Ciò sarebbe stato causato dalle interferenze inferte a wikileaks.org tramite multipli attacchi DDOS, minando la stabilità dell'infrastruttura di EveryDNS.net e di altri 500.000 siti. WikiLeaks ora chiede sostegno via Twitter.

2010-12-03T12:12:34+00:00 03/dicembre/2010 |Nomi a dominio|

Rod Beckstrom richiede maggiore collaborazione per la difesa del DNS

Il CEO dell'ICANN, Rod Beckstrom, ha pubblicamente dichiarato che, per difendere l'Internet Domain Name System (DNS) contro gli attacchi dei malintenzionati, è richiesta una maggiore collaborazione e cooperazione internazionale, oltre ad obiettivi e dati concreti. Citando il "proprio forte impegno personale nell'assicurare la sicurezza, la stabilitò e l'unità dell'Internet Globale", Rod Beckstrom ha sottolineato come sia fondamentale la coordinazione tra entità internazionali che si occupano della regolamentazione di Internet, poichè l'ICANN non può risolvere tutti i problemi da solo. È necessario che l'ICANN possa lavorare al fianco di piccole e grandi organizzazioni, formali ed informali, per lottare contro gli attacchi alla sicurezza. Il punto di partenza di questo discorso è che la sicurezza online possa essere migliorata sempre di più. La sessione di apertura del 38esimo meeting internazionale dell'ICANN in Belgio si è concentrata proprio su questi aspetti, sull'importanza del DNS per un Internet funzionante, come centro della comunicazione globale. [...]

2010-06-22T12:26:03+00:00 22/giugno/2010 |Infrastruttura di Internet, Nomi a dominio|

I primi ccTLD IDN sono ora disponibili

I primi tre country code top level domain in caratteri non latini sono stati posti nella zona di root del DNS, il che significa che sono pronti e finalmente funzionanti! Ecco uno dei nuovi domini appena abilitati con sito Internet funzionante: وزارة-الأتصالات.مصر Il sito funziona anche sui dispositivi mobile. I tre nuovi ccTLD sono: السعودية. (“Al-Saudiah”), امارات. ( “Emarat”) e مصر. (“Misr”). Sono tutti Arabi e abilitano la scrittura dei nomi a dominio da destra a sinistra. Via | ICANN

2016-03-16T15:16:53+00:00 06/maggio/2010 |Infrastruttura di Internet|

Il surriscaldamento manda in down Wikipedia

Ieri Wikipedia ha sofferto dell'effetto riscaldamento: il surriscaldamento di un server in un data center Europeo ha comportato lo shutdown e il down del sito dell'enciclopedia online per alcune ore. Normalmente, quando un incidente simile colpisce un grosso data center, un meccanismo reindirizza il traffico verso un altro data center. Nel caso di Wikipedia questo meccanismo non ha funzionato, rendendo il sito irraggiungibile in tutto il mondo. Sul sito è comparso questo annuncio: Poichè il down ha colpito tutta Wikipedia e l'accesso ad altro progetti per gli utenti Europei, siamo costretti a reindirizzare tutto il traffico verso i cluster della Florida, dove esiste una procedura di failover standard che cambia i nostri DNS. In ogni caso, subito dopo questo reindirizzamento, si è scoperto che il meccanismo di failover non ha funzionato, causando un malfunzionamento globale dei DNS e rendendo irraggiungibile Wikimedia. Il data center che ha creato il problema si [...]

2010-03-26T13:42:19+00:00 26/marzo/2010 |Datacenter|

Il Public Interest Registry si prepara a sviluppare completamente il DNSSEC per Giugno 2010

Il Public Interest Registry (PIR) ha annunciato l'intenzione di portare a termine l'ultimo gradino per la realizzazione del DNSSEC per il Registry .ORG per il Giugno 2010. Tutti i Registrar dell'estensione .org potranno offrire un servizio addizionale di sicurezza ai proprio clienti che registrano domain name. Tra i lati positivi del DNSSEC vi è l'abilità di contrastare la predominanza di attacchi come il pharming, il cache poisoning e il reindirizzamento DNS utilizzato per commettere frodi, distribuire malware e rubare identità. Il DNSSEC è una sorta di upgrade all'infrastruttura di Internet. Alexa Raad della PIR ha dichiarato: Questo annuncio, unito a quelli recentemente diffusi da Comcast, vari ccTLD e persino l'ICANN, è un segnale importante non solo solo per i provider di domini, gli ISP e le aziende di telecomunicazioni, ma anche per i registrar. E' un richiamo importante alla necessità che hanno gli acquirenti di avere standard di sicurezza più [...]

2010-03-15T15:40:00+00:00 15/marzo/2010 |Nomi a dominio|

Il terremoto in Cile e gli effetti sui domini .CL

Dopo il terremoto verificatosi in Cile verificatosi più di una settimana fa, Il registry NIC Chile ha diffuso un report sullo status dei propri servizi. Secondo il NIC Chile, sia durante che dopo il terremoto, il servizio per DNS per i domini .CL ha funzionato senza interruzioni. La continuità del servizio è stata garantita dalle implementazioni fatte dal NIC Chile per avere una ridondanza significativa nei server DNS e nella connettività, permettendo ai domini .CL di rimanere sempre attivi. Ciò ha richiesto 50 server DNS funzionanti in diverse città. Durante l'emergenza, alcuni di questi 50 server DNS hanno perso la connessione o hanno sofferto di cali di potenza durante il terremoto, ma proprio la ridondanza ha garantito un servizio continuo comunque. Tutto è tornato alla normalità a partire dal 1 Marzo 2010 alle 11:30 locali, con il recupero del server DNS nella città di Concepcion, molto vicina all'epicentro del disastro. [...]

2016-03-18T16:43:20+00:00 08/marzo/2010 |Nomi a dominio|

Perchè i registrar hanno due name server?

Volendo dare una risposta veloce alla domanda, i registrar hanno due name server perchè devono rifarsi alla normativa RFC 1034, pubblicata dall'Internet Engineering Task Force (IETF). Ma c'è una buona ragione per tutto ciò. L'intento dello standard è quello di assicurare che i i name server siano dotati di ridondanza. Se uno dei due server cade, è sempre "vivo" il secondo, mantenendo così infatti intatta la possibilità di instradare gli utenti internet verso i siti registrati presso i fornitori di nome a dominio. Inoltre, i siti con carichi pesanti possono esssere ripartiti tra due name server. Per le ragioni di cui sopra, l'intento è, quando sia possibile, di avere due name server diversi, in due luoghi diversi, i quali sfruttino due diversi indirizzi IP. Se avete un vostro server e non vi potete appoggiare ad un altro server per il DNS, si raccomanda di sfruttare uno dei tanti servizi di [...]

2010-03-05T22:16:45+00:00 05/marzo/2010 |Infrastruttura di Internet, Nomi a dominio|

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